Giuseppe Cavallini


Titolo : Oriente
Anno : 2001
Tecnica :
Cemento alveolare Gas Beton, terracotta, foglio d’oro
Dimensioni :
cm. 20x55 h 55
Esemplare unico







[...] L’occasione di analizzare un gruppo omogeneo di lavori recenti dell’amico Giuseppe Cavallini offre ora l’opportunità di riflettere brevemente sul tema della Natura, dove per natura si intende il paesaggio composto da scorci di rocce e alberi che in scultura, pur non essendo mai il soggetto primario, è comunque sempre presente e rintracciabile come un fil rouge mai interrotto, essenzialmente nell’ambito del bassorilievo. [...]

[...] Cavallini ci propone una sua visione di “Natura” non trattata però come “rilievo”, bensì come tuttotondo, come schegge di un paesaggio inquieto in simbolica sospensione panica, un paesaggio senza la presenza dell’uomo, ma dove l’uomo è costantemente richiamato idealmente, e talvolta tragicamente, alla responsabilità del suo agire.

Se, a prima vista, le “Nature” di Cavallini paiono immerse in una poesia intimista ed “atmosferica”, la presenza di segni costruttivi misteriosi ed improbabili, ma soprattutto di strutture metalliche che destabilizzano la lettura poetica,orientano tali “Nature” nella direzione di una riflessione sulla condizione del paesaggio nel nostro tempo: indebolito e bisognoso di tutela e protezione o tragicamente ed artificialmente soffocato e vincolato?

Con l’indiscutibile eleganza che sempre caratterizza l’opera di Giuseppe Cavallini, questi inserimenti metallici paiono voler lasciare aperta una doppia ed opposta possibilità di lettura che, in entrambi i casi, apre ad interrogativi certamente profondi sulla condizione in cui versa il nostro patrimonio di “Natura”.

2010

A. Panzetta

Nato nel 1958, specialista di scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento, è stato nominato nella Commissione per l’acquisto di opere d’arte per le collezioni della Camera dei Deputati alla XII e alla XIII Quadriennale di Roma (1996 e 1999) e alla XLVII e XLVIII Biennale di Venezia (1997 e 1999).

Autore e curatore di numerose mostre e pubblicazioni, Nuovo Dizionario degli Scultori Italiani dell’Ottocento e del primo Novecento. Da Antonio Canova ad Arturo Martini (2003Direttore scientifico de Il Cassero per la scultura italiana dell’ottocento e del novecento – Centro di documentazione di Montevarchi (Arezzo)



[Contemporary Identities - International Art Magazine - n°19 September 2023]

Giuseppe Cavallini’s sculptural works present a dialogue between nature and man’s attempts to tame it, beyond which the beauty and majesty of architectural forms are uncovered through the traditional process of stone carving. While these fragmented carvings are encased in steel, as if to embrace and make permanent a specific juncture in our cultural history, fractured elements of nature seem to escape, offering a moment of tension between what we can control and what controls us. This interplay offers a poetic mnemonic of such emotive events as the eruption of Mount Vesuvius, a stark reminder of the untamed and eternal power of nature. As climate change takes hold, Cavallini’s work assumes a new significance, his circular stone armatures suggesting that time is against us, the clock is ticking and that our world will continue to fragment and self-erase unless we intervene. His sculptural works therefore become timeless, in tune with the idea that art aligns with heterochronic rather than linear models of time, constantly reappearing as a marker of our ongoing balancing act with the natural world.

C. Barstow

Clive Barstow as an artist, art professor and art writer is highly interested in the multi-cultural reality of human mankind. Living in Australia and having European cultural backgrounds he involves in his art Aboriginal and Chinese ethnic groups’ art traditions as well in order to ask questions about colonization, national identity, cultural hegemony and migration. He tries to make a new repositioning of the concept of time and place, physical and mental, as well as real and imagined existence